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In molti mi hanno raccontato, molte voci ho ascoltato, amici fraterni, irriducibili nemici, coraggiosi alleati. Dalle loro memorie e da quelle di Isca, che sono racchiuse nel cuore dei nostri Anziani, è scaturita una storia. Rendi potente il mio canto,adorabile Brigit, perchè tutti possano conoscere la leggenda del grande druido di Isca: Daran degli Ordovici, Il Figlio del Drago, mio padre.
Il Figlio del Drago (Il ferro, Il fuoco, Il Nocciolo)
Si narra che pochi giorni prima dei fuochi di Beltaine , nel tempo in cui gli Dei camminavano ancora fra gli uomini, un gruppo di cacciatori trovo’ nei boschi accanto al villaggio di Caer Gai, una splendida donna. Ella indossava le vesti bardiche ed i colori di una terra sconosciuta, era gravida e vicina al parto, tuttavia una misteriosa febbre la faceva delirare e mai riprese conoscenza. Alcuni riconobbero in lei la figlia di un grande e nobile capo ordovico, di cui si erano perse le tracce da tempo. Era Beltaine quando la donna, ancora in preda alle febbri partori’ un maschio. Gli anziani raccontano che il falo’ sacro avvampo’ e da esso una fiammata si sollevo’ nel cielo mostrando a tutti le sembianze dell’Antico Drago su cui è costruita l’isola, dalle sue fauci, nel suo fuoco, nacquero mille stelle che Nemain chiamo’ a sé come ancelle predilette Il grido della sacerdotessa sovrasto’ il boato del tuono che scosse l’oscurità del cielo sereno. Un vagito si udì, roco e potente, e Senchus Mor il druido che assisteva al parto predisse il suo fato. “Potente sarà il suo braccio di guerriero, al fuoco donerà il suo spirito, al nocciolo il suo bastone.”
“Il Ferro.”
Daran fu il suo nome, nato per sconfiggere Faol l’Oscuro che da innumerevole tempo aggrediva i figli di Danu, si racconta che il suo valore e la sua spada erano talmente temuti che durante le battaglie i suoi nemici giuravano che essa, fosse fatta di ferro forgiato dal fuoco di un antico Drago e per questo presero a chiamarla Artiglio di Drago. Persino la Morrigan, affascinata dalla sua leggenda, cerco’ di sedurlo e farne il suo amante. Ma la guerra era la sua compagna e la battaglia gli fu sorella. Armato dell’Artiglio del Drago, uccise i più grandi guerrieri del Nord e sconfisse in duello tutte le potenti spade cornove tanto che, in cerca di degni avversari, decise di lasciare la Cornovia per spostarsi più a Sud.
`Il Fuoco.`
Fu così che conobbe alcuni Dumnoni rifondando un gruppo unito di guerrieri secondo solo al Ramo Rosso: ` I draghi di Isca`. Fra essi regnava assoluta fedeltà, grande stima e amicizia, uniti come nemmeno i fratelli di sangue potrebbero essere, Daran, Thorwald, Whaulud, Bobo, Stranger, Larian, Kariston e, non per ultimo di importanza ma solo di venuta, Lacus il Poeta, difesero Isca e il suo popolo per tempo immemore. Fu in questo periodo, durante una delle sue scorribande solitarie, che Daran sfido’ in duello la Regina dubona Feidelm, colei che fu poi detta L’Ascia di Ferro, ad indicare la sua forza e la sua potenza sia come guerriera che in seguito come fabbro di Isca. Daran fu sconfitto dalla regina , che però colpita dal valore del ragazzo e dalla sua avvenenza, non volle ucciderlo ma lo tenne prigioniero a lungo. Quella schiavitu’ temprò Daran e, quel ferro che fin’ora gli aveva dato fama e gloria, si forgiò nel fuoco del Drago che giaceva latente in lui. I Draghi di Isca, con a capo Keadan , assaltarono in massa Corinium distruggendola e riuscendo a liberare Daran. Feidelm , tuttavia, non voleva perdere il suo schiavo preferito, ormai persa in quella fiammante e solitaria passione per il giovane Drago, commise l’impudenza di seguire da sola i guerrieri fino a Isca. Daran le rese il pari sconfiggendola e rendendola sua schiava, come ella aveva fatto prima con lui. Qualcosa però turbo’ quel periodo felice. Sul trono di Isca salì Rocker, un infingardo traditore che stava portando alla più completa povertà la terra di Danu. I Draghi di Isca, capitanati da Daran sfidarono Rocker e alcuni suoi fedeli compari. Rocker fu sconfitto e macchiatosi dell’onta imperdonabile del tradimento, fu scacciato da Isca con il geiss che mai più ne avrebbe potuto far ritorno senza trovare la morte. Ebbe così inizio il regno di Daran, e fu tranquillo e pacifico, dacchè alcun nemico, conoscendo il valore del Righ delle terre dei Draghi (da quel momento così chiamarono la terra di Isca) osò varcare i confini dumnoni e, quegli sprovveduti che si azzardarono a farlo, trovarono solo morte certa. Come Saenchus Mòr aveva predetto, al braccio potente e al fuoco del drago, Daran affiancava un innata saggezza, seppur di certo contrapposta ad un evidente eccesso di `esuberanza giovanile`, tanto che presto numerose furono le donne dell’isola di Erin a vantare una discendenza del Figlio del Drago, anche se, fra queste, solo alcune dicevano il vero. Isca crebbe florida e ricca, prosperose le sue messi come le sue donne, innumerevoli furono le guerriere che affiancavano i draghi: Aoife, Gaia, una certa Breaca degli Iceni (detta così perché nata e cresciuta nelle terre delle Serpi); grandi sacerdotesse si prendevano cura dei guerrieri di Isca, fra questa la bellissima Wynya che giunse anche lei dal villaggio ordovico per conoscere il Figlio del Drago, e i giovani dumnoni potevano contare sui migliori maestri della battaglia, I Draghi di Isca, appunto.
`Il Nocciolo.`
Ma il Figlio del Drago conobbe anche il castigo degli Dei. Alcuni narrano che dopo aver conosciuto Breaca, Daran cerco’ in tutti i modi di sedurla, ella, seppur sempre mostro’ affetto per il guerriero, mai cedette alle sue lusinghe. Si sviluppò in lui una specie di odio e amore per la donna, tanto che per burlarla del suo diniego, Daran comprò una capra chiamandola con il suo stesso nome, e girava spesso mostrandola a tutti. La cosa piacque poco a Breaca, che presto affronto’ Daran chiedendogli spiegazioni. Era la festività di Samhain e i due si sfidarono a duello nella spianata di Isca , contravvenendo alla legge degli Dei. Fu allora che apparve la Dea Cerridwen, irata per la disobbedienza dei due dumnoni li maledisse condannandoli ad una lunga infermità e ad occuparsi uno dell’altra, fino al termine dei loro giorni. I due però, si riscattaorono presto e la Dea nella sua grande compassione li perdono’. Questa esperienza cambio’ Daran notevolmente, segnò la sua maturazione . Infatti non fu soltanto la sua chioma , che dopo la maledizione risultava striata di bianco, a sembrare invecchiata. Indebolito e incerto riguardo il cammino da seguire, Daran lascio’ a Wahulud il Regno, sicuro che egli avrebbe regnato al suo pari e che Isca non ne avrebbe sofferto. L’uomo che ormai sembrava acquietato nei suoi eccessi giovanili, si recò in pellegrinaggio al Sacro cerchio di Pietre e lì , dopo un lungo colloquio con la Madre di tutte le madri, torno’ con le vesti di apprendista Druido. In quel periodo notevolmente felice per i figli di Danu, alcuni dei più grandi sacerdoti e sacerdotesse della Terra di Erin trovarono la loro ispirazione nel sentiero della conoscenza: Phoenix, Abulafia, Elminster, Shea, Saoirse, Sanji, Enfys, Lhiink, Maeve , compagni e maestri nell’apprendimento delle antiche conoscenze. Ancora Apprendista druido, al rito di Beltaine, per volere della Mathair dell’isola, Daran fu il Re Cervo e un druido geloso di nome RaeiGhiel, nel sapere che la Dea sarebbe stata impersonata da Shamayah, di cui era segretamente innamorato, rivelò le identità dei due, macchiandosi di un grave peccato, perché è norma divina che esse restino segrete. La sacerdotessa rimase incinta e molti giurarono ch’ella ebbe due gemelli, altri una splendida bimba, discendente del Figlio del Drago e della Sacerdotessa Regina,così venne poi soprannominata perchè regnò sui Canti, nella terra dei Lupi. Daran divenne un potente e temuto druido, il Nord conobbe le sue maledizioni e imparo’ a temerle. Ormai anziano, il Figlio del Drago lasciò il suo segno indelebile, anche fra le Pietre del Sacro Cerchio, innovando le dottrine e sperimentandole sui propri allievi, come Neil e Lughna che tutt’oggi le insegnano a loro volta. Della sua scomparsa si sa poco, una mattina convoco’ i suoi più cari amici e li saluto’ dicendo loro che sarebbe partito, perché il suo tempo era prossimo alla fine . Si narra che egli percorse ancora molta strada, salendo sulla cima più alta in cerca delle spoglie del Drago che sostengono il mondo, e che una volta lì, abbia deciso di spegnersi, per ricongiungersi a quel fuoco che lo aveva generato e poi sostenuto fino all’ultimo dei suoi giorni.
“Il drago ruggente annuncia il suo nome, temete il suo grido o genti tutte. Scintilla nella scintilla Fiamma nella fiamma Fuoco nel fuoco Ruggendo lo chiama... Daran, Daran mac Draig-Teine”
Brida figlia di Daran Ultima degli Ordovici Senchaì di Isca |