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La Dea ha ascoltato le mie preghiere e mi ha concesso di saziare la mia sete ascoltando gli avvenimenti della battaglia di Cornovia, direttamente da colei che per lungo tempo ha guidato il Coro di Voci. Dettagli e doviziosi particolari che narrano la battaglia e la sua preparazione, dal punto di vista di uno dei due schieramenti, i popoli di Avon. Inutile dire che non ho intenzione di cantare una sola parola diversa, da quella che a me è stata narrata da Alvina. Con altrettanta impazienza attendo di conoscere il racconto dell’altra fazione, affinchè si possano tramandare entrambe le storie. Lascero’ che sia il mio Bodhran ad accompagnare questo canto, affidandolo al Vento, mio compagno , nella speranza che esso lo conduca lontano. [il bodhran accompagna il canto con un ritmo lento in crescendo che giunge al suo culmine , nel momento della narrazione dello scontro] Queste sono le parole di Alvina degli Insubres, antica Voce fra le Voci, ora sentinella di Venta Icenia: “....Era da giorni che ci eravamo messi sulle tracce dell`armata di Ceanna. Da quando i Righ dell`allenza che porta quel nome diedero il loro annuncio di guerra e, con molto più interesse e dispiego di forze, da quando alcuni uomini di quell`esercito improvvisarono una prima irruzione alla capitale cornova prima di essere richiamati nei loro ranghi dalla luna di sangue. Quell`avvenimento, narrato da Aureliana del clan Mk Lauurih, gettò le basi per ronde e pattugliamenti ancor più serrati. Le tracce lasciate da quella moltitudine di uomini in armi ci aveva condotti in Demetia in prima battuta per poi farci convergere con le nostre perlustrazioni verso la Brigantia . Ci stiamo ancora chiedendo quale scherzo ci abbiano serbato gli spiriti delle foreste cornove per non averli intercettati nell`attraversamento della cornovia. Ma... Accade quindi che la schiera icena inviata da Venta con lo scopo di serragliare confini e territori alleati , fu dirottata verso sud per mettere al corrente dei nuovi ragguagli il Righ dei Dumnoni e per ricongiungersi con con il popolo del Drago Da lì saremmo risaliti ad ingrossare le difese ai confini con un supporto congiunto fra alleati. Fu quando raggiungemmo Viroconium, a sera inoltrata, che ci imbattemmo nei nemici e nelle tele delle loro tende in procinto di essere montate a dar vita ad un accampamento ... Al primo contatto restai nelle retrovie cercando di avvantaggiare i miei compagni nell`ingaggio creando un diversivo con arco e frecce. Incoccare, tendere e scoccare, incoccare nuovamente così da poter creare un varco ai propri compagni ed agli alleati attorno alla cricca nemica. Per permettere loro il lusso di un istante in più per poter muoversi durante la mischia e considerare la guardia o all`offesa migliore da portare. Fu così che ebbi l`occasione di vedere gli schieramenti corrersi incontro ed infrangersi l`uno sull`altro come onde su una scogliera. Daeron, Thorwald, Eoghan, Ilabrihar, Tedus ed altri uomini di cui ricordo il volto ma alcun nome da associarvi, si allargarono in un ventaglio di urla verso i nemici, le gole gonfie delle grida di guerra. L`allerta dei Ceanna, che sventolavano i loro stendardi al chiaro della luna e delle fiaccole del villaggio, fu seguito dell`arrivo dei guerrieri cornovi. Yuza, Carnes ed Askar fecero gli onori di casa. Le armi presero ben presto a guizzare fra le carni come i salti poderosi dei salmoni contro la corrente, il ferro rifulgeva in scintille metalliche crocidando incontrando la carne. A quel richiamo corvi presero a gracchiare librandosi sulle nostre teste. E la furia della Morrigan mi attraversò. Le prime teste furono spiccate, il banchetto dei corvi servito delle prime pietanze. Poi fu la volta del piatto forte: campioni, righ, vice capi che da l`una e dall`altra parte arricchirono la tavola imbandita del regno di Donn. Facemmo nostri, fra gli altri, i trofei di tre righ dell`alleanza avversa, di un campione e del vice capo dei canti. Proprio Ajfe degli Yarmouth, intravista per un breve attimo, mi sembrò in quell`istante più giovane ed affiancata dalle amazzoni icene. Non fu semplice immaginazione ma vidi con gli occhi di chi aveva vissuto il passato del mio villaggio. Il mio Righ non si risparmiò, guidò con il suo esempio i nostri animi. Mi contesi la vita con un uomo al grido:` Le hagaidh gloire ecenia`, il mio primo bottino di guerra mentre mi stringevo nella mischia al fianco di Esha, sentinella silure. Possa conoscere il nome di quell`uomo, un giorno, per poter onorarlo al pari di quelle orbite vuote ed ossute di cui farò sfoggio con amici e parenti. Persi equilibrio e lucidità quando non ebbi più contatto con la timbrica tonante del mio Righ, il mio braccio cominciò a diminuire la cadenza con cui affondava la spada senza l`intensità del suo richiamo. Lo vidi morire stringendo la sua lunga spada dall`elsa di spire, Nathair Dasacht. Fui di nuovo serena, tuttavia, seppur consapevole della morte vicina, quando fra le voci dei tre demeti dai quali alla fine mi trovai a difendermi, fra i quali il vecchio Cormack il Rosso che lungamente mi aveva impegnata in un confronto con i nostri soli scudi, esplose il verso della bianca civetta di Verulanium. Con la sua folle voce terribile, che potrebbe far vacillare anche il cuore più duro ed impavido, mi sono infine spenta nell`ultimo strepito della notte. Questo è solo uno scorcio di una sanguinosa battaglia della flotta di uomini e donne impegnati nello scontro. Ciò che due soli occhi hanno potuto vedere. ` Perchè tutto cio` sia ricordato... Brida degli Ordovici Soerbard di Erin
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