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Scritto da Thorwald
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Mercoledì 16 Giugno 2010 18:06 |
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Brida 15/06/2010 23:28 |
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La Dea ha ascoltato le mie preghiere e mi ha concesso di saziare la mia sete ascoltando gli avvenimenti della battaglia di Cornovia, direttamente da colei che per lungo tempo ha guidato il Coro di Voci. Dettagli e doviziosi particolari che narrano la battaglia e la sua preparazione, dal punto di vista di uno dei due schieramenti, i popoli di Avon. Inutile dire che non ho intenzione di cantare una sola parola diversa, da quella che a me è stata narrata da Alvina. Con altrettanta impazienza attendo di conoscere il racconto dell’altra fazione, affinchè si possano tramandare entrambe le storie. Lascero’ che sia il mio Bodhran ad accompagnare questo canto, affidandolo al Vento, mio compagno , nella speranza che esso lo conduca lontano. [il bodhran accompagna il canto con un ritmo lento in crescendo che giunge al suo culmine , nel momento della narrazione dello scontro] Queste sono le parole di Alvina degli Insubres, antica Voce fra le Voci, ora sentinella di Venta Icenia: “....Era da giorni che ci eravamo messi sulle tracce dell`armata di Ceanna. Da quando i Righ dell`allenza che porta quel nome diedero il loro annuncio di guerra e, con molto più interesse e dispiego di forze, da quando alcuni uomini di quell`esercito improvvisarono una prima irruzione alla capitale cornova prima di essere richiamati nei loro ranghi dalla luna di sangue. Quell`avvenimento, narrato da Aureliana del clan Mk Lauurih, gettò le basi per ronde e pattugliamenti ancor più serrati. Le tracce lasciate da quella moltitudine di uomini in armi ci aveva condotti in Demetia in prima battuta per poi farci convergere con le nostre perlustrazioni verso la Brigantia . Ci stiamo ancora chiedendo quale scherzo ci abbiano serbato gli spiriti delle foreste cornove per non averli intercettati nell`attraversamento della cornovia. Ma... Accade quindi che la schiera icena inviata da Venta con lo scopo di serragliare confini e territori alleati , fu dirottata verso sud per mettere al corrente dei nuovi ragguagli il Righ dei Dumnoni e per ricongiungersi con con il popolo del Drago Da lì saremmo risaliti ad ingrossare le difese ai confini con un supporto congiunto fra alleati. Fu quando raggiungemmo Viroconium, a sera inoltrata, che ci imbattemmo nei nemici e nelle tele delle loro tende in procinto di essere montate a dar vita ad un accampamento ... Al primo contatto restai nelle retrovie cercando di avvantaggiare i miei compagni nell`ingaggio creando un diversivo con arco e frecce. Incoccare, tendere e scoccare, incoccare nuovamente così da poter creare un varco ai propri compagni ed agli alleati attorno alla cricca nemica. Per permettere loro il lusso di un istante in più per poter muoversi durante la mischia e considerare la guardia o all`offesa migliore da portare. Fu così che ebbi l`occasione di vedere gli schieramenti corrersi incontro ed infrangersi l`uno sull`altro come onde su una scogliera. Daeron, Thorwald, Eoghan, Ilabrihar, Tedus ed altri uomini di cui ricordo il volto ma alcun nome da associarvi, si allargarono in un ventaglio di urla verso i nemici, le gole gonfie delle grida di guerra. L`allerta dei Ceanna, che sventolavano i loro stendardi al chiaro della luna e delle fiaccole del villaggio, fu seguito dell`arrivo dei guerrieri cornovi. Yuza, Carnes ed Askar fecero gli onori di casa. Le armi presero ben presto a guizzare fra le carni come i salti poderosi dei salmoni contro la corrente, il ferro rifulgeva in scintille metalliche crocidando incontrando la carne. A quel richiamo corvi presero a gracchiare librandosi sulle nostre teste. E la furia della Morrigan mi attraversò. Le prime teste furono spiccate, il banchetto dei corvi servito delle prime pietanze. Poi fu la volta del piatto forte: campioni, righ, vice capi che da l`una e dall`altra parte arricchirono la tavola imbandita del regno di Donn. Facemmo nostri, fra gli altri, i trofei di tre righ dell`alleanza avversa, di un campione e del vice capo dei canti. Proprio Ajfe degli Yarmouth, intravista per un breve attimo, mi sembrò in quell`istante più giovane ed affiancata dalle amazzoni icene. Non fu semplice immaginazione ma vidi con gli occhi di chi aveva vissuto il passato del mio villaggio. Il mio Righ non si risparmiò, guidò con il suo esempio i nostri animi. Mi contesi la vita con un uomo al grido:` Le hagaidh gloire ecenia`, il mio primo bottino di guerra mentre mi stringevo nella mischia al fianco di Esha, sentinella silure. Possa conoscere il nome di quell`uomo, un giorno, per poter onorarlo al pari di quelle orbite vuote ed ossute di cui farò sfoggio con amici e parenti. Persi equilibrio e lucidità quando non ebbi più contatto con la timbrica tonante del mio Righ, il mio braccio cominciò a diminuire la cadenza con cui affondava la spada senza l`intensità del suo richiamo. Lo vidi morire stringendo la sua lunga spada dall`elsa di spire, Nathair Dasacht. Fui di nuovo serena, tuttavia, seppur consapevole della morte vicina, quando fra le voci dei tre demeti dai quali alla fine mi trovai a difendermi, fra i quali il vecchio Cormack il Rosso che lungamente mi aveva impegnata in un confronto con i nostri soli scudi, esplose il verso della bianca civetta di Verulanium. Con la sua folle voce terribile, che potrebbe far vacillare anche il cuore più duro ed impavido, mi sono infine spenta nell`ultimo strepito della notte. Questo è solo uno scorcio di una sanguinosa battaglia della flotta di uomini e donne impegnati nello scontro. Ciò che due soli occhi hanno potuto vedere. ` Perchè tutto cio` sia ricordato... Brida degli Ordovici Soerbard di Erin
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Scritto da Thorwald
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Mercoledì 24 Febbraio 2010 19:47 |
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Brida 24/02/2010 19:46 |
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In molti mi hanno raccontato, molte voci ho ascoltato, amici fraterni, irriducibili nemici, coraggiosi alleati. Dalle loro memorie e da quelle di Isca, che sono racchiuse nel cuore dei nostri Anziani, è scaturita una storia. Rendi potente il mio canto,adorabile Brigit, perchè tutti possano conoscere la leggenda del grande druido di Isca: Daran degli Ordovici, Il Figlio del Drago, mio padre.
Il Figlio del Drago (Il ferro, Il fuoco, Il Nocciolo)
Si narra che pochi giorni prima dei fuochi di Beltaine , nel tempo in cui gli Dei camminavano ancora fra gli uomini, un gruppo di cacciatori trovo’ nei boschi accanto al villaggio di Caer Gai, una splendida donna. Ella indossava le vesti bardiche ed i colori di una terra sconosciuta, era gravida e vicina al parto, tuttavia una misteriosa febbre la faceva delirare e mai riprese conoscenza. Alcuni riconobbero in lei la figlia di un grande e nobile capo ordovico, di cui si erano perse le tracce da tempo. Era Beltaine quando la donna, ancora in preda alle febbri partori’ un maschio. Gli anziani raccontano che il falo’ sacro avvampo’ e da esso una fiammata si sollevo’ nel cielo mostrando a tutti le sembianze dell’Antico Drago su cui è costruita l’isola, dalle sue fauci, nel suo fuoco, nacquero mille stelle che Nemain chiamo’ a sé come ancelle predilette Il grido della sacerdotessa sovrasto’ il boato del tuono che scosse l’oscurità del cielo sereno. Un vagito si udì, roco e potente, e Senchus Mor il druido che assisteva al parto predisse il suo fato. “Potente sarà il suo braccio di guerriero, al fuoco donerà il suo spirito, al nocciolo il suo bastone.”
“Il Ferro.”
Daran fu il suo nome, nato per sconfiggere Faol l’Oscuro che da innumerevole tempo aggrediva i figli di Danu, si racconta che il suo valore e la sua spada erano talmente temuti che durante le battaglie i suoi nemici giuravano che essa, fosse fatta di ferro forgiato dal fuoco di un antico Drago e per questo presero a chiamarla Artiglio di Drago. Persino la Morrigan, affascinata dalla sua leggenda, cerco’ di sedurlo e farne il suo amante. Ma la guerra era la sua compagna e la battaglia gli fu sorella. Armato dell’Artiglio del Drago, uccise i più grandi guerrieri del Nord e sconfisse in duello tutte le potenti spade cornove tanto che, in cerca di degni avversari, decise di lasciare la Cornovia per spostarsi più a Sud.
`Il Fuoco.`
Fu così che conobbe alcuni Dumnoni rifondando un gruppo unito di guerrieri secondo solo al Ramo Rosso: ` I draghi di Isca`. Fra essi regnava assoluta fedeltà, grande stima e amicizia, uniti come nemmeno i fratelli di sangue potrebbero essere, Daran, Thorwald, Whaulud, Bobo, Stranger, Larian, Kariston e, non per ultimo di importanza ma solo di venuta, Lacus il Poeta, difesero Isca e il suo popolo per tempo immemore. Fu in questo periodo, durante una delle sue scorribande solitarie, che Daran sfido’ in duello la Regina dubona Feidelm, colei che fu poi detta L’Ascia di Ferro, ad indicare la sua forza e la sua potenza sia come guerriera che in seguito come fabbro di Isca. Daran fu sconfitto dalla regina , che però colpita dal valore del ragazzo e dalla sua avvenenza, non volle ucciderlo ma lo tenne prigioniero a lungo. Quella schiavitu’ temprò Daran e, quel ferro che fin’ora gli aveva dato fama e gloria, si forgiò nel fuoco del Drago che giaceva latente in lui. I Draghi di Isca, con a capo Keadan , assaltarono in massa Corinium distruggendola e riuscendo a liberare Daran. Feidelm , tuttavia, non voleva perdere il suo schiavo preferito, ormai persa in quella fiammante e solitaria passione per il giovane Drago, commise l’impudenza di seguire da sola i guerrieri fino a Isca. Daran le rese il pari sconfiggendola e rendendola sua schiava, come ella aveva fatto prima con lui. Qualcosa però turbo’ quel periodo felice. Sul trono di Isca salì Rocker, un infingardo traditore che stava portando alla più completa povertà la terra di Danu. I Draghi di Isca, capitanati da Daran sfidarono Rocker e alcuni suoi fedeli compari. Rocker fu sconfitto e macchiatosi dell’onta imperdonabile del tradimento, fu scacciato da Isca con il geiss che mai più ne avrebbe potuto far ritorno senza trovare la morte. Ebbe così inizio il regno di Daran, e fu tranquillo e pacifico, dacchè alcun nemico, conoscendo il valore del Righ delle terre dei Draghi (da quel momento così chiamarono la terra di Isca) osò varcare i confini dumnoni e, quegli sprovveduti che si azzardarono a farlo, trovarono solo morte certa. Come Saenchus Mòr aveva predetto, al braccio potente e al fuoco del drago, Daran affiancava un innata saggezza, seppur di certo contrapposta ad un evidente eccesso di `esuberanza giovanile`, tanto che presto numerose furono le donne dell’isola di Erin a vantare una discendenza del Figlio del Drago, anche se, fra queste, solo alcune dicevano il vero. Isca crebbe florida e ricca, prosperose le sue messi come le sue donne, innumerevoli furono le guerriere che affiancavano i draghi: Aoife, Gaia, una certa Breaca degli Iceni (detta così perché nata e cresciuta nelle terre delle Serpi); grandi sacerdotesse si prendevano cura dei guerrieri di Isca, fra questa la bellissima Wynya che giunse anche lei dal villaggio ordovico per conoscere il Figlio del Drago, e i giovani dumnoni potevano contare sui migliori maestri della battaglia, I Draghi di Isca, appunto.
`Il Nocciolo.`
Ma il Figlio del Drago conobbe anche il castigo degli Dei. Alcuni narrano che dopo aver conosciuto Breaca, Daran cerco’ in tutti i modi di sedurla, ella, seppur sempre mostro’ affetto per il guerriero, mai cedette alle sue lusinghe. Si sviluppò in lui una specie di odio e amore per la donna, tanto che per burlarla del suo diniego, Daran comprò una capra chiamandola con il suo stesso nome, e girava spesso mostrandola a tutti. La cosa piacque poco a Breaca, che presto affronto’ Daran chiedendogli spiegazioni. Era la festività di Samhain e i due si sfidarono a duello nella spianata di Isca , contravvenendo alla legge degli Dei. Fu allora che apparve la Dea Cerridwen, irata per la disobbedienza dei due dumnoni li maledisse condannandoli ad una lunga infermità e ad occuparsi uno dell’altra, fino al termine dei loro giorni. I due però, si riscattaorono presto e la Dea nella sua grande compassione li perdono’. Questa esperienza cambio’ Daran notevolmente, segnò la sua maturazione . Infatti non fu soltanto la sua chioma , che dopo la maledizione risultava striata di bianco, a sembrare invecchiata. Indebolito e incerto riguardo il cammino da seguire, Daran lascio’ a Wahulud il Regno, sicuro che egli avrebbe regnato al suo pari e che Isca non ne avrebbe sofferto. L’uomo che ormai sembrava acquietato nei suoi eccessi giovanili, si recò in pellegrinaggio al Sacro cerchio di Pietre e lì , dopo un lungo colloquio con la Madre di tutte le madri, torno’ con le vesti di apprendista Druido. In quel periodo notevolmente felice per i figli di Danu, alcuni dei più grandi sacerdoti e sacerdotesse della Terra di Erin trovarono la loro ispirazione nel sentiero della conoscenza: Phoenix, Abulafia, Elminster, Shea, Saoirse, Sanji, Enfys, Lhiink, Maeve , compagni e maestri nell’apprendimento delle antiche conoscenze. Ancora Apprendista druido, al rito di Beltaine, per volere della Mathair dell’isola, Daran fu il Re Cervo e un druido geloso di nome RaeiGhiel, nel sapere che la Dea sarebbe stata impersonata da Shamayah, di cui era segretamente innamorato, rivelò le identità dei due, macchiandosi di un grave peccato, perché è norma divina che esse restino segrete. La sacerdotessa rimase incinta e molti giurarono ch’ella ebbe due gemelli, altri una splendida bimba, discendente del Figlio del Drago e della Sacerdotessa Regina,così venne poi soprannominata perchè regnò sui Canti, nella terra dei Lupi. Daran divenne un potente e temuto druido, il Nord conobbe le sue maledizioni e imparo’ a temerle. Ormai anziano, il Figlio del Drago lasciò il suo segno indelebile, anche fra le Pietre del Sacro Cerchio, innovando le dottrine e sperimentandole sui propri allievi, come Neil e Lughna che tutt’oggi le insegnano a loro volta. Della sua scomparsa si sa poco, una mattina convoco’ i suoi più cari amici e li saluto’ dicendo loro che sarebbe partito, perché il suo tempo era prossimo alla fine . Si narra che egli percorse ancora molta strada, salendo sulla cima più alta in cerca delle spoglie del Drago che sostengono il mondo, e che una volta lì, abbia deciso di spegnersi, per ricongiungersi a quel fuoco che lo aveva generato e poi sostenuto fino all’ultimo dei suoi giorni.
“Il drago ruggente annuncia il suo nome, temete il suo grido o genti tutte. Scintilla nella scintilla Fiamma nella fiamma Fuoco nel fuoco Ruggendo lo chiama... Daran, Daran mac Draig-Teine”
Brida figlia di Daran Ultima degli Ordovici Senchaì di Isca |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Febbraio 2010 19:52 |
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Scritto da Thorwald
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Lunedì 23 Novembre 2009 14:00 |
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Brida 07/11/2009 19:25 |
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Dia duit fratelli, ho scritto poche righe al Right di Dubonia le riporto qui e spero che CaII non mi tagli la testa (o peggio ancora la lingua) per aver osato tanto. Questo cio` che ho affidato al messaggero: Dia Duit Righ di Dubonia, ieri ho assistito al duello per il trono di Corinium e non ho saputo tacciare la mia fin troppo prolissa lingua, così da oggi vado raccontando del tuo combattimento in lungo e in largo per questa isola. Mi sono detta che forse potrebbe piacere anche a te ascoltarlo, quindi affido a questo messaggero cio` che la mia mente ricorda che i miei occhi hanno visto, prendilo come un piccolo omaggio a quei due valorosi guerrieri che hanno combattutto per la Terra di Dubonia. Slan Brida di Isca. §§§§§§§§§§ `Eccoli innanzi alla Dea, intrepidi i loro sguardi vigorose le loro membra. Nel cerchio di pietre si fronteggiano,Dart e Liam i Duboni. Zampilli di sangue flottano dalle ferite deterse dal sudore, furiosa è la lotta. In tanti sono giunti alla Rocca per assistere. I gradoni risplendono dei più disparati colori, una moltitudine di genti, ciascuno con la propria storia, ciascuno votato al suo Dio. Un anziano, in preda forse ai fumi della birra, farnetica insultando la Dea, ed ecco Ella appare… Implacabile l’indice accusatorio, portatore di fulmini e di morte, le nubi si addensano e i suoi figli tremano, grande è la sua collera quanto il suo amore. S’accascia, il vecchio, impazzito di terrore e la morte sua par più vicina, allorché la Dea volge altrove il suo sguardo. Le genti acclamano un vincitore, e di nuovo son i due pretendenti. i loro colpi son ora sferzate vibranti e il Sacro Corvo compie ampi giri annunziando una morte. I Carnyx risuonano, soffiati da Antichi Spiriti che in cerchio attendono lo sconfitto per condurlo sul sentiero dell’eterna gloria: Donn l’attende. E l’inesorabile falce si abbatte su Liam Mc Danann, gli occhi bruni si spengono alla luce e il suo corpo si accascia con onore. In piedi resta Dart Mac Gowen, lo accolgono gioiose le grida dei Duboni e fra tante s’ode il pianto del giovane virgulto che riconoscendo la sua vittoria, omaggio gli rende come il più grande dei bardi. Finalmente il Trono di Corinium ritrova potere nel sangue Dubone. La Dea rammenta la morte gloriosa di Liam e chiede che il corpo sia vegliato con i dovuti onori , che lo spirito è già in viaggio con i grandi di questa Antica Isola. Così tanto sia promesso dalla Mathair e dal giovane Sole dei Galli. Fra il suono ruggente di mille tamburi e il canto di cento e più Carnyx, come sussurri riecheggiano i nomi dei Right che grande resero Corinium: Tackybanayuko il codardo, Cleena dei Thunderthor la dispersa, Feidelm la possente, che ora accompagnano Liam oltre il Ponte di Spade, e di nuovo Auron, Elessar,Lion, Furion che, ancora in vita, saranno Pietre portatrici di Saggezza per il nuovo Right. Ecco…. in un bagliore accecante il braccio che difenderà Coriunium è consacrato: l’anello dei Re ora sormonta il dito di Dart Mac Gowen. E nell’aria un canto si diffonde: “Che il Glorioso ponga il suo piede su verdeggianti valli fra fiumi di miele e latte e abbondanti raccolti. Che il Saggio parli a testa alta sotto l’ardente sole innanzi al vero e per il vero, e mai si conceda altra lingua. Che l’Umile discenda dal cavallo che lo conduce per sfiorare il capo del piccolo agnello, ricordandosi anche del Lupo del bosco. Che il Fortunato mai disdegni una moneta al povero e sempre sappia dosare la brama. Che l’Ardente sappia infiammarsi nello spirito e seguire gli Antichi Sentieri e l’Antico Credo, mai dimentico del fuoco acceso nella capanna o della felce innanzi alla sua porta, onorando così la sua Terra e i suoi Dei. Perché mai nulla possa intaccare il suo potere e mai nulla possa minacciare il suo confine, nel tempo che il Fato concederà a quest’Isola e a noi tutti.” .” §Brida degli Ordovici - SeaBhag di Isca§
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Scritto da Thorwald
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Domenica 01 Febbraio 2009 05:22 |
| | | | | Lughna 31/01/2009 18:12 | | | Invocazione d`Imbolc: Brigit madre naturale di tutte le cose,maestra e governatrice di tutti gli elementi,progenie iniziale dei mondi,capo dei poteri divini,regina di tutti coloro che sono nell’aldilà.La più importane di coloro che abitano sopra,manifestazione da sola e sotto una sola forma di tutti gli Dei e le Dee.Illumina il cammino dei nuovi semi che entrano al Sacro cerchio,e Coadiuva chi già ne fa parte ed ha perso negli anni parte di luce. Lughna McGaughan Freddo Sole Dumnone Dragan Uisce di Isca | |
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