Tradizioni
Il mito di Artù PDF Stampa E-mail
Scritto da Thorwald   
Martedì 15 Maggio 2007 15:20

Ed è qui che comincia la leggenda di Arthur, l’epico personaggio di Re Artù.
Anche se non è chiara la reale esistenza di un Arthur (anche se un certo Artorus pare essere realmente esistito) è confermato che popolazioni native celtiche si unirono al fine di arrestare l`espansione occidentale degli anglo-sassoni, cosa che in effetti si protrasse per quasi cento anni.
I richiami storici tra la Dumnonia e quelli leggendari di Artù sono forti anche se, come detto, è concretamente impossibile collegarli con certezza.
La cosa certa è che se un capo condusse i Britanni (la parola Britanno proveniene dal termine “Brythonic Celts”) contro gli Inglesi (ovvero la declinazione isolana del termine `Angli`, tribù germanica emigrata nell’isola) questi fu sicuramente Artù.
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Le vittorie dei Britanni (condotti da Arthur?) e, cosa ancor più importante, l’avvio della cristianizzazione degli stessi Sassoni (i Britanni erano già cristiani anche se con un culto profondamente legato al passato pagano-animista) ritardarono l’invasione degli Anglosassoni e determinarono col tempo un processo di reciproca tolleranza coi Britanni indigeni e successivamente di integrazione.
Famosa pare sia stata la Battaglia di Mynydd Baddon (introno al 500 DC) dove i britanni inflissero una tremenda sconfitta all'esercito anglo-sassone che avanzava.


È noto tra l’altro che un`ondata di espansione vide protagonisti proprio i celti dumnoni verso la Bretagna (penisola della Francia nord-occidentale).
I motivi di questi movimenti sono incerti, poichè l’invasione sassone era ancora una minaccia distante nel Devon e nella Cornovaglia.
Quindi non un movimento dovuto alla pressione di altre popolazioni; più probabilmente determinato da una sorta di pressione demografica interna.
L’insediamento di dumnoni in Bretagna è accertato anche dalla toponomastica: Cornouaille (da Cornwall) nel sud-ovest; Domnonee (da Devon) nel nord-est.
E ancora oggi, i fortissimi richiami dialettali di popolazioni di lingua diversa (inglese in Cornovaglia, francese in Bretagna) spingono gli studiosi a non avere dubbi su di un collegamento etnologico tra le due regioni.
Quando riprese l’avanzata dei Sassoni verso ovest attorno al sesto secolo (577 DC), i Britanni occidentali di fatto si trovarono separati da quelli che abitavano l’odierna regione del Galles.

I Sassoni chiamarono gli abitanti di quella regione Wealas (stranieri); di conseguenza i dumnoni vennero chiamati West-Weales, come riportano alcuni testi antichi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Settembre 2009 08:34
 
I Draghi di Isca PDF Stampa E-mail
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Scritto da Thorwald   
Lunedì 14 Maggio 2007 20:37

Vi fu un tempo in qui forte il popolo di Dumnonia era guidato da un forte guerriero: Ulf era il suo nome, saggio il suo pensiero, forti le sue mani ma di pietra il suo cuore contro il nord. Tanto fu il sangue nordista versato in molte delle spianate di Britannia e tanto fu l’ardore con il quale combatteva che in molti cominciarono ad appellare Ulf con il nome de "il Drago".
F orza e saggezza erano in lui. Presto l'intero esercito di Isca prese il nome di "Esercito dei Draghi": impavidi erano i guerrieri al comando di Ulf e causarono nfinita sofferenza al Nord nelle continue incursioni in terre nemiche.

Sigillo di unione di tale consapevolezza, fu un boccale forgiato con i preziosi minerali cavati della miniere dumnoni: un boccale la cui effige era simbolo stesso della forza di Isca e dei draghi che la proteggevano. Il tempo passò.
Ma un dì, nel corso di un sanguinoso scontro scoppiato ai confini di delle terre di Avon, tutti gli eserciti dell'alleanza sudista convogliarono gli eserciti sulle amate sponde.
Sangue di Avon cadde copioso: solo l'Esercito dei Draghi rimase come ultimo baluardo di speranza, ma perì sotto i colpi di sette volte il numero dei guerrieri e in sette giorni la carneficina fu compiuta. Il boccale simbolo allora di saggezza e forza venne depredato dalle mani stesse di Ulf e portato per ischerno in terra nordista dove sparì, portando con sè il mito di forza e di coraggio del popolo dumnone, ciò che esso stesso raffigurava.
Da allora, senza pace i Draghi combattono per tornare in possesso di ciò che gli appartiene.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Settembre 2009 08:33
 


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Giovedì, 09. Settembre 2010

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